IVA 2021 – modifiche per implementare il pacchetto IVA per l’e-commerce

Il ministero delle Finanze sta preparando una proposta di modifica della legge sull’IVA per recepire le disposizioni dell’UE in materia di tassazione del commercio elettronico (il cosiddetto pacchetto IVA per il commercio elettronico). Le nuove disposizioni (che entreranno in vigore il 1° luglio 2021) mirano principalmente a combattere le frodi all’IVA e a rafforzare la riscossione dell’IVA in questo settore, nonché a compensare l’IVA sulle vendite transfrontaliere di beni o servizi ai consumatori. Nell’UE. Molte delle modifiche proposte includevano l’abolizione dell’esenzione IVA sulle importazioni di beni fino a un valore di € 22 o le definizioni legali di “vendita a distanza intracomunitaria di beni” e “vendita a distanza di beni importati da paesi terzi”.

IVA sull’e-commerce – introduzione del pacchetto IVA per l’e-commerce

Gli emendamenti discussi alla legge sulla tassazione dei beni e dei servizi dell’11 marzo 2004 (legge sull’IVA) derivano dalla necessità di recepire le disposizioni dell’UE nell’ordinamento giuridico polacco. Pacchetto IVA per e-commerce. Tutti gli Stati membri dell’UE (compresa, ovviamente, la Polonia) sono obbligati a implementare le soluzioni offerte dal pacchetto IVA per l’e-commerce nelle loro disposizioni fiscali nazionali volte a superare le barriere al commercio elettronico transfrontaliero, inclusa la sigillatura dell’IVA. Commercio tra imprese e consumatori (B2C), come annunciato nella comunicazione della Commissione del 2015 “Un’agenda digitale per l’Europa” e nella comunicazione su un piano d’azione sull’IVA “Verso uno spazio unico dell’IVA nell’UE – Un momento per le scelte”.

La parte principale di questo pacchetto sono le direttive che modificano la Direttiva 2006/112/CE (Direttiva IVA):
1.Direttiva (UE) 2017/2455 del Consiglio, del 5 dicembre 2017, che modifica la direttiva 2006/112/CE e la direttiva 2009/132/CE per quanto riguarda gli obblighi in materia di IVA in relazione alla prestazione di determinati servizi e alla commercializzazione a distanza di beni (Journal of Laws U L 348 del 29.12.2017, pag. 7),
2. Direttiva (UE) 2019/1995 del Consiglio, del 21 novembre 2019, che modifica la direttiva 2006/112/CE per quanto riguarda le disposizioni relative alla commercializzazione a distanza di beni e alla fornitura di determinati beni nazionali (GU L 310 del 2.12.2019), pag. . 1).

Una percentuale significativa delle vendite di beni ai consumatori nell’UE, sia tra Stati membri che di beni importati nell’Unione da paesi terzi, avviene tramite interfacce elettroniche quali una piattaforma, un mercato, un portale o altri mezzi simili. ovvero hardware o software), di seguito denominate “interfacce elettroniche”, che spesso utilizzano magazzini logistici completi situati nell’UE (i cosiddetti magazzini di riempimento).

Il problema principale che deve essere affrontato dalle direttive di attuazione è l’insoddisfacente efficienza della riscossione dell’IVA e, allo stesso tempo, gli oneri e i costi amministrativi relativamente elevati per le imprese e l’amministrazione fiscale nell’affrontare le suddette imposte. operazioni di pagamento e verifica dell’esattezza di questa dichiarazione. Ciò è dovuto in particolare al fatto che questo tipo di vendita è in gran parte effettuato da un numero molto elevato di imprenditori che non hanno una sede legale o una stabile organizzazione nell’UE. Pertanto, la pratica fino ad oggi mostra che molti Stati membri hanno difficoltà a garantire che tali imprenditori rispettino adeguatamente i loro obblighi fiscali.
Le modifiche semplificano gli obblighi IVA relativi alle cessioni di beni e alla fornitura di servizi non di telecomunicazioni, radiotelevisivi ed elettronici via Internet a soggetti non soggetti passivi (consumatori).

I contribuenti dovrebbero poter registrare ai fini dell’IVA le operazioni effettuate per conto di soggetti non soggetti all’IVA (consumatori) in molti paesi dell’UE con dichiarazione IVA presentata in un solo Stato membro (il cosiddetto Stato membro di identificazione).
Inoltre, in relazione alle modifiche apportate alla legge sull’IVA, il disegno di legge prevede, tra l’altro:
– Legge 13 ottobre 1995 sui principi per l’iscrizione e l’identificazione dei soggetti passivi e dei contribuenti (Journal of Laws 2020, punto 170),
– Legge del 16 novembre 2016 sull’amministrazione fiscale (Gazzetta ufficiale delle leggi 2020, voce 505, e successive modifiche).

Le disposizioni contenute nel presente emendamento si applicano al commercio elettronico dal 1° luglio 2021. Tali disposizioni mirano principalmente a combattere le frodi in materia di IVA ea rafforzare la riscossione dell’IVA in questo settore, nonché a facilitare la liquidazione dell’IVA nel contesto del commercio online transfrontaliero di beni o servizi per i consumatori dell’UE.

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Legge sull’Iva

Modifiche alla legge sull’IVA per il 2021 – tassazione del commercio elettronico

Le principali modifiche alla legge polacca sull’IVA proposte da questo emendamento sono:

1) Introduzione di una definizione giuridica del concetto vendita a distanza intracomunitaria di beni e apportare le modifiche appropriate alle cosiddette vendite per corrispondenza esistenti.

2) Introduzione di una definizione giuridica del concetto vendita a distanza di merci importate da paesi terzi.

3) Estensione e modifica del regime speciale MUSCHIOattualmente utilizzato per servizi di telecomunicazioni, servizi di radiodiffusione e servizi forniti elettronicamente:

  • altri servizi forniti ai consumatori,
  • vendita a distanza intracomunitaria di beni e
  • la fornitura di beni in uno Stato membro tramite interfacce elettroniche che facilitano tali consegne,

dall’autore creando una procedura speciale cd One Stop Shop (OSS)..

4) Imposizione di obblighi di riscossione e pagamento dell’IVA ai soggetti passivi che facilitano l’interfaccia elettronica (es. una sede di attività):

  • vendita a distanza di beni importati da paesi terzi in colli di valore effettivo fino a 150 EUR a consumatori dell’UE, o
  • Consegna di beni a consumatori nell’UE da parte di un commerciante non UE;

5) Estendendo la semplificazione del cosiddetto mini sportello unico (MOSS – questa procedura consente di dichiarare e pagare l’IVA su determinate transazioni transfrontaliere nello Stato membro di stabilimento del prestatore di servizi (identificatore) tramite un portale Internet separato senza doversi registrare e adempiere a tali obblighi nel paese del destinatario. vendita a distanza ai consumatori dell’UE di beni importati da paesi terzi in colli di valore reale fino a 150 EUR (il cosiddetto Import One Stop Shop – IOSS).

6) Introduzione (quando non si utilizza IOSS), procedura semplificata di sdoganamento IVA per l’importazione di beni di valore reale fino a 150 EUR . intende pagare tale imposta nella dichiarazione mensile;

7) Esonero dall’esenzione IVA sulle importazioni di beni in partite di valore non superiore a 22 euro.

8) Introduzione di un’esenzione IVA sull’importazione di beni fino ad un valore di EUR 150, a condizione che l’IVA sia dichiarata e pagata nell’IOS.

9) Sovrapposizione sui contribuenti che facilitano l’interfaccia elettronica per la fornitura di determinati beni nell’UE e la prestazione di determinati servizi ai non soggetti passivi (consumatori) l’obbligo di conservare i registri e di metterli a disposizione dell’autorità fiscale competente su richiesta contiene informazioni dettagliate su tali operazioni agevolate e sui soggetti che le attuano.

Secondo il governo, l’attuazione di queste modifiche contribuirà a:

a) livellare le opportunità per gli imprenditori dell’UE di competere con le imprese di paesi terzi nel campo del commercio elettronico, tra cui:

  • l’abolizione dell’esenzione dall’IVA per le importazioni di beni nei cosiddetti piccoli colli fino a 22 EUR in tutti gli Stati membri, e
  • imporre alle interfacce elettroniche l’obbligo di riscuotere e pagare l’IVA su determinate operazioni effettuate attraverso di esse;

(b) una riflessione più completa del principio della tassazione del luogo di consumo di beni/servizi, il che significa che il gettito IVA è aggiunto al bilancio dello Stato del destinatario finale di un determinato bene/servizio;

(c) ridurre l’onere e i costi di conformità semplificando e modernizzando il sistema dell’IVA per il commercio elettronico transfrontaliero.

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